Il Covid cambia le vacanze degli italiani

Più turismo di prossimità, sport e contatto con la natura

La stagione estiva 2020 ha visto importanti e prevedibili cambiamenti derivanti dall’emergenza Covid.
Sono stati 27 milioni gli italiani che si sono concessi una vacanza tra luglio e settembre 2020 e circa il 96% è rimasto in Italia, destinazione ritenuta rassicurante. La paura del virus, al quale soltanto il 15% degli intervistati si è dichiarato indifferente, ha caratterizzato e reso incerta la stagione estiva, ma ha anche permesso agli italiani di scoprire e provare un nuovo modo di andare in vacanza.
La spesa turistica, stimata attorno ai 22 miliardi di euro, è di molto inferiore a quella del 2019 ma in linea con l’inasprimento della situazione economica generale e con quanto affermato dal 60% degli intervistati, che ha dichiarato di aver speso meno dell’anno precedente.
Nonostante quasi il 24% degli intervistati non sia andato in vacanza a causa di difficoltà o per timori di futuri problemi economici, il bonus vacanze – misura del Governo per far fronte alla crisi economica che sta colpendo il settore turistico – è stato richiesto dal 16% degli italiani, il 42% dei quali lo sfrutterà nei prossimi mesi.
Le destinazioni italiane hanno visto aumentare i propri visitatori di quasi il 5% rispetto all’estate 2019; il buon risultato del turismo domestico ha compensato, tuttavia, solo marginalmente il venir meno degli arrivi internazionali. Da considerare, inoltre, che ben oltre la metà dei villeggianti, nella scelta dell’alloggio, si è indirizzata verso abitazioni (seconde case, appartamenti di proprietà o in affitto, ospite di parenti/amici) e campeggi, a svantaggio delle strutture alberghiere.
Eppure, il peso relativo di alcune località di vacanza è mutato in maniera significativa: Abruzzo, Molise e Umbria – regioni con modeste dimensioni demografiche, ma fortemente caratterizzate in termini territoriali, ambientali e naturalistici – hanno raddoppiato la loro rilevanza turistica nell’estate 2020 (per esempio, il notevole incremento dei flussi in Abruzzo ha fatto aumentare il peso di questa regione dal 2,6% del 2019 al 5,5%).

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Ottobre, 2020

Questo cambio di tendenza, così forte in alcune regioni, significa che la scelta della meta per la vacanza, quest’anno più che nei precedenti, ha avuto come focus la pratica di un particolare sport e il contesto ambientale e naturalistico in cui svolgerlo.

Interessanti i dati degli sport maggiormente praticati ovvero trekking, bicicletta o mountain bike e immersioni/ snorkeling.
La scelta della destinazione e delle attività svolte denota un netto cambiamento nello stile delle vacanze degli italiani, confermando l’ipotesi – avanzata nel periodo del lockdown – di una riscoperta e di una rivitalizzazione, sotto il profilo turistico, di una parte rilevante delle cosiddette aree interne e marginali del paese (l’8% dei turisti si è recato in località collinari e rurali), in cui isolamento e integrità ambientale ne hanno notevolmente rafforzato la capacità di attrazione.
E infine un cenno all’autunno. Quattro italiani su dieci andranno in vacanza nel prossimo trimestre, confermando il dato della stagione estiva, che ha visto l’affermarsi delle destinazioni italiane rispetto a quelle estere. In autunno, dunque, l’80% di quelli che partiranno preferirà prendersi un momento di pausa all’interno dei confini nazionali.

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METODOLOGIA

  • le rilevazioni sono effettuate periodicamente nel corso dell’anno
  • il campione degli intervistati, per la domanda e per l’offerta, è altamente  rappresentativo
  • il campione della domanda è composto da turisti – italiani e stranieri – che abbiano soggiornato almeno una notte in strutture ricettive e in abitazioni private nel territorio regionale interessato dall’intervista
  • il campione dell’offerta è composto da imprese ricettive italiane, alberghiere ed extralberghiere
  • il campionamento è stratificato, con l’assegnazione di un’ampiezza campionaria predefinita per ciascuna delle 20 regioni italiane, basata sugli arrivi, le presenze e la capacità ricettiva nelle località di maggior interesse turistico.

“L’Osservazione economica del Turismo di Isnart-Unioncamere è l’unica indagine che inserisce i turisti che alloggiano nelle abitazioni private all’interno del campione intervistato.

  • Per l’analisi dei dati raccolti il campione viene riportato all’universo di riferimento attraverso un sistema di pesi
  • Le domande rivolte alla domanda turistica mirano a rilevare le caratteristiche strutturali del turista, i comportamenti turistici e l’importo della spesa individuale per circa 20 voci di spesa direttamente turistica (viaggio, alloggio) e indirettamente turistica (v. trasporti, parcheggi; ristorazione e intrattenimento, abbigliamento, acquisti agroalimentari, musei e mostre, ecc.), le domanda rivolte all’offerta ricettiva mirano a rilevare le percentuali di occupazione delle camere nelle strutture ricettive, la composizione della clientela e le strategie di vendita operate.
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