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VIAGGIARE CON LA BICI

Caratteristiche ed economia del cicloturismo in Italia 

La fine della pandemia ci ha lasciato in eredità forme e modi nuovi di fare turismo. Tra le “nicchie” più interessanti emerge con forza quella di chi ha maturato una grande voglia di praticare attività all’aria aperta, riscoprendo zone ed itinerari meno battuti dal turismo di massa, e con un approccio attento alla sostenibilità ambientale e sociale.

Il profilo del cicloturista racchiude tutte queste caratteristiche ed il 2022 è stato certamente l’anno “boom” del turismo in bicicletta, sia tra i turisti stranieri che gli italiani.

Nell’ultimo anno, infatti, stimiamo siano state 33 milioni le presenze attribuibili al cicloturismo, pari al 4,3% di quelle totali; per un impatto economico sul territorio nazionale di più di 4 miliardi di euro.

Il fenomeno del cicloturismo italiano va progressivamente consolidandosi. Da un lato, le presenze dei cicloturisti “puri” – ovvero coloro per i quali pedalare è la principale motivazione di vacanza – sono più che raddoppiate dal 2019 ad oggi, passando dai quasi 4 milioni e mezzo di presenze degli hard biker a più di 9 milioni.

Dall’altro, emerge un’offerta turistica sempre più orientata verso servizi territoriali bike friendly e che guarda in particolare al target altospendente, soprattutto internazionale. Le imprese settorialmente specializzate hanno visto crescere i propri fatturati e gli operatori turistici si dicono molto ottimisti sulle prospettive di crescita per il prossimo anno.

Parallelamente, si va lentamente allentando la tradizionale, forte concentrazione geografica dei flussi dei cicloturisti in tre regioni: Trentino-Alto Adige, Veneto e Toscana continuano da sole ad attrarre circa la metà dei cicloturisti (47%); ma il fenomeno va diffondendosi anche nelle Regioni meridionali, che passano dall’intercettare il 7% delle presenze (2019) al 17% del 2022. Non ultimo, il Rapporto ha messo in evidenza alcune regioni italiane presentino un tasso di specializzazione più alto di altre: si tratta, in particolare, di Abruzzo, Piemonte e Sardegna.

La consapevolezza della crescita, attuale e potenziale, del cicloturismo ha portato un’attenzione nuova ed investimenti da parte delle Istituzioni, nei diversi livelli di Governo. L’Italia ha pubblicato il suo primo Piano Generale della Mobilità Ciclistica urbana ed extraurbana 2022-2024 e destinato importanti risorse alla costruzione di nuove ciclovie ed itinerari cicloturistici nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e sono molti, inoltre, i programmi e le nuove iniziative, anche promozionali, messe in campo dalle Regioni e dagli Enti Locali.

In questo scenario ISNART e Legambiente, hanno inteso con il Rapporto “viaggiare con la bici 2023 – la via italiana al cicloturismo”, cogliere l’occasione per svolgere una dettagliata analisi, dei punti di forza e debolezza, opportunità e minacce del cicloturismo nel nostro Paese; e per delineare un set di proposte per consolidarne lo sviluppo, sia in termini di pratica sociale che di volano di sviluppo e benessere sui territori.

 

 

 

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