VIAGGIARE CON LA BICI

Caratteristiche ed economia del cicloturismo in Italia – BIKE SUMMIT 2020

La particolare situazione dell’estate 2020 ha condizionato profondamente le scelte di vacanza dei viaggiatori. Le restrizioni alla mobilità e del lungo stop all’attività fisica e all’aria aperta hanno reso la possibilità di “praticare sport” (32%) importante tanto quanto la presenza di bellezze naturali e la ricchezza patrimonio culturale all’interno della destinazione. E così, tra le attività maggiormente praticate, emergono trekking (39%) e bicicletta nelle sue varie forme (31%) che staccano di diversi punti percentuali attività tradizionalmente svolte nelle località di mare (immersioni, surf, vela).

E la conferma di questo nuovo orientamento viene anche dalle imprese ricettive. Oltre il 15% delle imprese attive nel periodo estivo hanno dichiarato di essere legate al turismo sportivo (in particolare, oltre al Trentino ed al Friuli Venezia Giulia, emergono alcune aree montane del centro Italia). Inoltre, un’impresa su dieci ha dichiarato di essere collegata al segmento dei cicloturisti che rappresentano, in media, il 17% della clientela complessivamente intesa (con un picco del 42% in Friuli e superiori al 20% in Lazio e Veneto).

La scorsa estate quasi 5 milioni di connazionali hanno fatto uso della bicicletta nel corso delle loro vacanze. Due i tipi di cicloturisti individuati sulla base dell’utilizzo del mezzo:

  • “hard-biker” (47%), ovvero coloro che usano la bicicletta come principale motivo di vacanza o come mezzo di spostamento da una località all’altra;
  • “soft-biker” (53%) per i quali l’uso della bicicletta è meno abituale ed è riservato ad escursioni e brevi spostamenti.

 

Il cicloturismo, nelle sue varie modalità, si conferma come un fenomeno in espansione: quasi la metà degli operatori intervistati ha registrato un generale aumento delle presenze legate alle due ruote.

Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, sono stati il punto di partenza della metà dei cicloturisti italiani, seguite da Campania e Lazio.

Trentino Alto Adige e Veneto le regioni che hanno intercettato la fetta più consistente di cicloturisti. Non trascurabili le performance di Emilia e di alcune località meridionali come Calabria, Abruzzo Puglia e Sardegna su tutte e di altre come Valle d’Aosta, Friuli, Marche, Piemonte e Abruzzo, classificabili come regioni “emergenti” nel turismo della bicicletta.

In Italia ci sono oltre 58 mila km di itinerari cicloturistici (ciclabili + ciclopedonali + ciclovie); applicando la spesa/Km del Trentino l’impatto del cicloturismo sarebbe in media in Italia oltre 5 volte quello attuale, in 9 su 20 regioni la spesa cicloturistica aumenterebbe di oltre 8 volte.

Ciò implica l’esistenza in ogni regione di un vasto potenziale sfruttabile che non richiede la creazione di nuove infrastrutture quanto piuttosto una reale valorizzazione dell’esistente, attraverso una migliore organizzazione e gestione dei servizi di supporto.

Per l’estate 2020 per i cicloturisti è stata stimata una spesa complessiva di poco superiore ai 4 miliardi di euro, pari al 18% dell’intera spesa turistica generata in Italia nel periodo considerato. Nel suo complesso la spesa per la vacanza si è rivelata, in media, superiore a quella del turista medio (rispettivamente 940 e 863 euro circa) e le principali differenze nei comportamenti di spesa si osservano per lo più nel maggior impegno richiesto dai costi di viaggio. Osservando, invece, il complesso dei beni e servizi acquistati nel periodo di vacanza, le spese di alloggio sono inferiori a quelle del turista medio (sia in valore assoluto che in termini percentuali), mentre verso beni alimentari ed articoli sportivi i cicloturisti mostrano una propensione alla spesa ben superiore a quella media.

Un ultimo aspetto da rilevare ma non per importanza, è la combinazione tra regioni e aree di destinazione. Il 31% circa dei cicloturisti nell’estate 2020 ha effettuato vacanze all’interno della propria regione di residenza (la media con riferimento a tutti gli italiani è stata di poco superiore e pari al 33%). Ciò conferma le ipotesi formulate nell’imminenza della stagione estiva che prefiguravano flussi turistici con un forte carattere di prossimità.

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