Lo spirito non ha età, soprattutto in viaggio

Considerato, in passato, un fenomeno di nicchia, il turismo spirituale è diventato segmento strategico per diversificare e destagionalizzare il settore. La sequenza dei dati degli ultimi anni, di tutto rispetto, parlano di una buona affermazione di questa tipologia di turismo. Secondo gli ultimi dati prodotti da UNWTO, Isnart e Aorlha, 1 turista su 5 viaggia per motivi di fede per un totale di ben 330 milioni nel mondo. L’Italia è meta tradizionale per eccellenza di turisti pellegrini grazie, in primis, a Città del Vaticano ed è uno dei pochissimi Paesi al mondo dove ogni territorio ospita almeno un grande santuario, importante stimolo verso occasioni di visita tra cui la partecipazione ad eventi religiosi.

Fede ma non solo: i comportamenti turistici rilevati parlano di un turista che anela a vivere esperienze totalizzanti ed emozionanti che, in campo religioso, è ulteriormente accresciuto dalla necessità di spiritualità.

L’estero ha visto protagonisti i turisti provenienti dalla Francia (34,1%), seguiti dai tedeschi (21,7%) e dagli spagnoli (15,2%). Puglia, Veneto, Lazio, Lombardia e Toscana sono state le regioni con il più alto numero di viaggiatori dello spirito e della fede, rispettivamente, con il 23,2%, il 12%, l’8,7%, il 7,7% ed il 7,5% del totale.

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Settembre, 2020

In termini quantitativi, primeggiano le generazioni X e Y che, nel 2019, sono stati mossi più degli altri dalla voglia di intraprendere cammini verso luoghi della fede ma anche di beneficiare di pause e scenari per la meditazione e il raccoglimento a dimostrazione che il turismo della fede e dello spirito si offre ad esperienze diversificate che lo rende interessante e coinvolgente per gente di tutte le età.

Gli stranieri preferiscono muoversi in coppia e senza bambini o in compagnia di amici (rispettivamente 36,7% e 24,6%). Per quanto riguarda gli italiani è interessante il dato dei viaggiatori in solitaria (19,2%) e quello dei viaggi in gruppo (16,9%, per lo più gruppi/organizzazioni).

Per scegliere la meta ideale, oltre la metà dei turisti (56,4%) ha utilizzato Internet, con una prevalenza degli stranieri (88,1%) che devono poter disporre di maggiori informazioni su itinerari e distanze per raggiungere i luoghi che hanno deciso di visitare e in cui hanno deciso di immergersi spiritualmente.
Il turista spirituale è attivo, focalizzato sulla sua principale motivazione di viaggio e preparato a livello logistico e culturale; il pellegrino dall’estero, in particolare, si è affidato ad agenzie (19,6%) e guide (23,5%) mentre il viaggiatore italiano ai consigli (52%), agli eventi (30,4%) e ai ricordi di viaggio (21,6%).
Quasi la metà dei turisti (46,6%) ha cercato informazioni prima della partenza, in particolare su cosa visitare (52,1%), dove mangiare (48,4%), dove dormire (42,1%) e eventi (37,1%).

Questo segmento turistico esprime caratteristiche di complessità, perché cerca l’abbinamento tra il benessere dell’anima e quello, molto più laico, legato alla ricerca di aspetti culturali ma anche enogastronomici e ricreativi.
Li vediamo, infatti, compiere scelte di alloggio sempre più incentrate sul comfort, se non addirittura, sul lusso, anche grazie alle numerose organizzazioni specializzate sull’organizzazione di viaggi per clienti con un alto potenziale di spesa (circa 5 turisti su 10 – 48,9% – di cui per buona parte italiani, hanno scelto di pernottare in alberghi al di sopra delle 3 stelle), spunto di riflessione sul potenziale economico – sempre più evidente- espresso da questa tipologia di turismo, specie in un Paese come il nostro.

A maggiore riprova di questa ecletticità, i turisti dello spirito hanno espresso molta soddisfazione per l’esperienza di vacanza trascorsa in Italia con un giudizio pari a 8,5 su 10.

Tra gli aspetti più apprezzati figurano:

  •  la qualità del mangiare e del bere e la cortesia e l’ospitalità della gente (voto 8,4);
  • la ristorazione e la qualità e l’accoglienza delle strutture di alloggio (8,3);
  • l’offerta museale ed il costo della ristorazione (8,2).

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  • le rilevazioni sono effettuate periodicamente nel corso dell’anno
  • il campione degli intervistati, per la domanda e per l’offerta, è altamente  rappresentativo
  • il campione della domanda è composto da turisti – italiani e stranieri – che abbiano soggiornato almeno una notte in strutture ricettive e in abitazioni private nel territorio regionale interessato dall’intervista
  • il campione dell’offerta è composto da imprese ricettive italiane, alberghiere ed extralberghiere
  • il campionamento è stratificato, con l’assegnazione di un’ampiezza campionaria predefinita per ciascuna delle 20 regioni italiane, basata sugli arrivi, le presenze e la capacità ricettiva nelle località di maggior interesse turistico.

“L’Osservazione economica del Turismo di Isnart-Unioncamere è l’unica indagine che inserisce i turisti che alloggiano nelle abitazioni private all’interno del campione intervistato.

  • Per l’analisi dei dati raccolti il campione viene riportato all’universo di riferimento attraverso un sistema di pesi
  • Le domande rivolte alla domanda turistica mirano a rilevare le caratteristiche strutturali del turista, i comportamenti turistici e l’importo della spesa individuale per circa 20 voci di spesa direttamente turistica (viaggio, alloggio) e indirettamente turistica (v. trasporti, parcheggi; ristorazione e intrattenimento, abbigliamento, acquisti agroalimentari, musei e mostre, ecc.), le domanda rivolte all’offerta ricettiva mirano a rilevare le percentuali di occupazione delle camere nelle strutture ricettive, la composizione della clientela e le strategie di vendita operate
  • Relativamente alle generazioni degli Avatour: appartengono alla Generazione Z i nati dopo il 1995, alla Generazione Y i nati tra il 1981 e il 1995, alla Generazione X i nati tra il 1965 e il 1980, ai Baby boomers i nati tra il 1950 e il 1964, ai Senior i nati prima del 1950
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